L’enoappassionato? Ecco il suo identikit

Una ricerca condotta da Gpf per Confagricoltura ha individuato profili-tipo, gusti e preferenze dei consumatori italiani di vino. Evidenziando come sia cambiato, negli ultimi 20 anni, il nostro rapporto con un buon calice

Ci sono i Tradizionali, che considerano il vino un elemento fondamentale per un pasto come si conviene, e sono più interessati della media a conoscere la zona di produzione delle etichette che acquistano. Poi ci sono gli Intenditori, che sul nettare di Bacco vorrebbero saperne sempre di più, amano provare nuovi prodotti e studiare a fondo i territori in cui nascono. Infine, ci sono gli Outdoor, che, più presenti tra le fasce giovani della popolazione, il vino lo degustano di preferenza in wine bar ed enoteche, prediligendo spumanti e bianchi frizzanti. Sono i tre profili-tipo degli enoappassionati individuati dall’indagine svolta per conto di Confagricoltura dall’istituto di ricerca Gpf, fondato dal sociologo Giampaolo Fabris.
L’obiettivo della ricerca? Analizzare i trend nazionali e internazionali che caratterizzano l’evoluzione del rapporto tra consumatori e vino, cogliendo non solo il nuovo che avanza a livello di atteggiamenti, vissuti e comportamenti di consumo, ma anche l’evoluzione dell’offerta produttiva, dei servizi e delle forme distributive.
L’indagine, diretta da Marilena Colussi, direttore di ricerca e responsabile Food Monitor 3SC - Gpf, si compone di una ricerca qualitativa, condotta in Italia tra febbraio e marzo 2008 su un campione eterogeneo di consumatori e opinion leader, presentata in anteprima a Vinitaly 2008, unitamente ai risultati di tipo quantitativo provenienti, invece, dalle indagini Food & Drink Monitor, basate su campioni rappresentativi della popolazione italiana dai 15 ai 74 anni, e alle suggestioni emerse da uno studio etnografico, l’Osservatorio Wine Experience, condotto in dodici città glocal nel mondo e con una desk analisi su riviste internazionali e web.