Gdo, pollice verso

Il successo del dettaglio e degli store monomarca frena la crescita del comparto nel canale moderno, per il quale è giunto ormai il momento di riorganizzare assortimento e layout espositivo per stimolare lo shopper

È solo una questione di canali. Questa la rassicurazione per chi osservasse le rilevazioni di Iri sui mercati di calzetteria e intimo, che forniscono uno scenario di settore non troppo confortante. I segni negativi, infatti, caratterizzano quasi tutti i segmenti analizzati, facendo intuire prospettive non proprio rosee per il futuro. In realtà, il settore è tutt’altro che statico: la concorrenza low cost dei Paesi asiatici sembra essere ormai solo un brutto ricordo, e a spingere i consumi concorrono da una parte la qualità indiscussa del made in Italy e, dall’altra, la moda, che ha sdoganato abbigliamento intimo e calzetteria dal vissuto di semplici accessori a complemento essenziale del look.

L’offerta, così, nel tempo si è ampliata, il prodotto è diventato sempre più appealing e i consumatori sono diventati esigenti: in Gdo confermano la propria disaffezione verso gli iper, preferendo super e superstore, ma scelgono anche, spesso e volentieri, altri canali. Il dettaglio e soprattutto le catene monomarca, infatti, mostrano performance positive e anzi canalizzano le quote maggiori di vendita, oltre all’ambulantato che riesce a ritagliarsi ancora un buono spazio.

Secondo i dati del Centro Servizi Calza, aggiornati a settembre 2007, il 60% della produzione di calzetteria italiana è dedicata all’export, che ha segnato una crescita di circa il 12% a fronte di uno stallo del mercato domestico. “Si è verificato un leggero calo dei volumi - afferma Francesco Merisio, direttore del Centro Servizi Calza - ma non dei fatturati, perché già da qualche tempo si sta assistendo a uno spostamento delle vendite dal prodotto di livello basso a quello con un prezzo più elevato e un maggiore valore aggiunto”. Alla luce di questa impennata delle esportazioni, il canale internazionale più interessante si rivela la distribuzione moderna del nord Europa, rappresentata soprattutto dai grandi magazzini che presentano un’offerta di qualità elevata in un layout curato e studiato ad hoc per valorizzare il prodotto. “In Italia invece la Gdo sta attraversando una stasi - dichiara Merisio - mentre resiste l’ambulantato, con la sua offerta conveniente di fascia bassa. Continuano a crescere, inoltre, le catene in franchising che, insieme con gli indipendenti alto di gamma, sono il canale più importante per il veicolare il prodotto di marca, mentre la Gdo si concentra su un’offerta di base”.

Le aspettative per il futuro, tuttavia, non sono pessimistiche e, anche se il primo trimestre di quest’anno ha dato segnali di stanca, le aziende sembrano ben sperare per la prossima stagione. “Se fino al 2005 il mercato mostrava una netta flessione - conferma Merisio - e tuttora non ha raggiunto le performance degli inizi degli anni ’90, i volumi e i fatturati stanno risalendo in modo consistente”.