È il momento dei “sistemi”

Il comparto si caratterizza per un elevato tasso di innovazione, che tuttavia non sempre implica un innalzamento dei margini. E per aumentare i profitti le catene sperimentano con successo nuove modalità espositive

Il mercato dell’hair care si compone di diversi segmenti connotati da dinamiche specifiche anche se i produttori, soprattutto i leader, sempre più spesso adottano una logica di “piattaforma”, che parte da un concetto di funzione d’uso o di problema del capello e si declina poi in una gamma che prevede shampoo, doposhampoo e styling. Dai dati di mercato rilevati da Iri, la categoria shampoo ha sviluppato, nel corso del 2008, un giro d’affari di oltre 274 milioni di euro, con un andamento stabile sul totale, ma con dinamiche diverse nei segmenti che la compongono.
“Per quanto riguarda shampoo e balsamo si tratta - spiega Gaia Grassi, client solutions account manager di Iri - di mercati maturi che rallentano a volume e registrano a valore un +1,4% anno su anno. La differenza non è data tanto da un incremento dei prezzi, quanto da una rivisitazione del portafoglio, che ha portato a un ampliamento delle piattaforme di offerta ad alto valore aggiunto. Il segmento dei 2 in 1, che rappresenta poco più del 20% dei volumi complessivi, registra performance migliori della media, con una crescita dell’8,2% a volume e del 9,3% a valore. Tale fenomeno può essere spiegato dal lancio di alcuni prodotti da parte dei principali player, ma anche probabilmente dal discreto value for money che assicurano in un contesto macroeconomico di crisi”.