Rifare il trucco fa bene alle vendite

Il beauty in Gdo potrebbe generare risultati nettamente migliori di quelli attuali. Ne è convinta la numero uno della multinazionale francese nel nostro Paese, che chiede al trade più collaborazione per spingere l’innovazione

Ogni traguardo è sempre solo l’inizio. È stata questa la filosofia che ha ispirato la carriera di Giorgina Gallo, presidente e amministratore delegato di L’Oréal Italia, prima donna a livello europeo a ricoprire la carica. Un record personale raggiunto grazie alle competenze professionali, a un carattere deciso, alla costanza e a una solida esperienza maturata sul campo, da quando negli anni Ottanta è approdata in azienda per uno stage come assistente capo prodotto. Sono soprattutto gli anni trascorsi nell’area marketing e vendite a forgiare il background della manager, che quotidianamente ci tiene a essere informata sui ricavi aziendali.

Come ha accolto la notizia della nomina a presidente di L’Oréal Italia?

Ovviamente mi ha fatto piacere. Questa nomina costituisce un passaggio importante di una carriera tutta realizzata all’interno di un’azienda e di un mercato che amo. Mi sembra che sia un messaggio di fiducia e di conferma dei risultati ottenuti da una squadra efficiente e determinata. D’altra parte, assumo questo compito con senso di responsabilità. Siamo di fronte a delle sfide importanti e guidare questi processi richiede impegno costante e capacità di mediazione. Affronto questa nuova sfida con l’auspicio di sviluppare al meglio un modello organizzativo pilota in Europa, che sia in grado di apportare un valore aggiunto sia nei risultati di business sia nella motivazione delle risorse umane. In ogni caso, non ritengo assolutamente che tale incarico sia per me un punto d’arrivo, ma uno stimolo al perseguimento di risultati sempre migliori.

Cosa raccoglie dell’eredità di Aldo Sortino?

La grande capacità di mediare, di spingere al cambiamento. Con tenacia e caparbietà ha avviato una serie di cantieri che hanno portato al varo del nuovo modello organizzativo.

Grazie a quali fattori l’Italia è passata al terzo posto tra i Paesi più importanti per il gruppo?

Essere terzi o quarti, come eravamo fino allo scorso anno, non è molto importante. Fattori congiunturali implicano piccoli spostamenti e la conquista o la perdita di una posizione. Le classifiche interne lasciano il tempo che trovano. Quello che il mondo L’Oréal chiede all’Italia è di essere un paese leader, visto che qui siamo presenti con le nostre marche da cento anni e che esiste una possibilità di crescita ancora sostenuta nel nostro settore. L’obiettivo è sviluppare il mercato in modo sano e perenne, sfruttare le sinergie tra le quattro divisioni per avere un approccio globale al mercato cosmetico e favorirne la crescita.