Al museo si cena da gourmet

Lungo la penisola, nelle moderne gallerie d’arte e nei nuovi spazi espositivi si aprono locali trendy e ristoranti di prestigio. Spesso gestiti da chef pluri stellati. Come Moreno Cedroni, Alfonso Iaccarino o Antonello Colonna

Finalmente una buona notizia: la cultura è trendy. L’ultima tendenza in fatto di pranzi e cene fuori casa (ma anche di happy hour e aperitivi) è il museo. Che, sempre più spesso, intriga l’avventore con spazi ristorativi di design, proposte da gourmet, piatti firmati da chef stellati. Gli esempi si rincorrono lungo tutta la penisola. A Cinisello Balsamo (Mi), per esempio, il Museo di Fotografia Contemporanea è stato affiancato da Om Informal Restaurant, uno spazio esteso su 160 metri quadri, pensati e allestiti in base a un accurato studio di design, dalle linee pulite e dai colori caldi, costantemente in progress. La struttura comprende un café, un lounge bar e un ristorante con cucina creativa, ricca di contaminazioni, guidata dallo chef Davide Altavia. A Bologna, il nuovo Mambo, acronimo di Museo di Arte Moderna di Bologna, ha messo d’accordo appassionati d’arte e irriducibili dell’aperitivo, che si ritrovano ora all’Ex Forno. Il locale, inaugurato lo scorso maggio insieme al museo, mantiene nel nome il legame con la storia del luogo che lo ospita; è stato concepito all’insegna della semplicità e tra arredi di design (sedute di Alvar Aalto, divani in pelle di Tobia Scarpa, tavolo lungo sei metri e banco bar di Fabio Favelli), pezzi vintage scovati nei mercatini e opere di artisti contemporanei, ha una proposta ad hoc per ogni ora del giorno: torte fatte in casa, brioche e panini da farcire a piacimento per la colazione, sfiziosi crudi di carne e pesce, oltre a insalate e piatti ogni giorno diversi per il lunch.