Il tè? Un’esperienza diversa a ogni ora
Di Mariangela Molinari - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 102 (03 2008)

La bevanda simbolo del classico rito delle cinque diventa protagonista di cocktail, happy hour e dopocena. Perché, se di alta qualità e ben proposto, il tè ha infinite potenzialità. In particolare nelle tea lounge degli hotel
No more five o’clock tea. Che, tradotto in parole povere, significa: basta pensare che esista solo il tè delle cinque, quello di tradizione anglosassone, con tanto di scone e cottage cream, o, reinterpretato in chiave nostrana, con torte e pasticcini. Oggi questa antica bevanda, la più bevuta al mondo dopo l’acqua, si apre a nuovi modi e momenti di consumo. Liberandosi, appunto, dal canonico appuntamento delle cinque. No more five o’clock tea, dunque. Quello che potrebbe essere considerato un vero e proprio slogan per la rivincita del tè, finalmente anche in Italia bevanda di tendenza, è di Francesca Natali, appassionata imprenditrice, studiosa di tè ed esperta tea taster, che con l’ArtedelRicevere da ormai undici anni ha fatto della scelta di pregiati crû di tè in purezza e della creazione di esclusivi mélange il proprio core business, proponendo servizi di fornitura, consulenza e formazione per hotellerie e spa, dallo start up di una tea lounge alla stesura di una carta dei tè con abbinamenti food dolci e salati, dal room service all’allestimento di un tea corner all’interno di un concept store, fino alla scuola di formazione Tea Experience.
Se, lo dice lei, dunque, impegnata da anni a diffondere la cultura del tè, la sua storia, l’arte della sua preparazione e i suoi rituali, c’è davvero da credere che il tè possa essere un degno compagno in ogni momento della giornata, sostituendo (o affiancando), a seconda dell’occasione, persino vino, cocktail e distillati. A ben vedere, i segnali della nuova tendenza sono nell’aria già da qualche tempo.
Teo Musso, per esempio, artefice della birreria artigianale Le Baladin, accompagna i piatti proposti nel suo nuovo ristorante solo con la propria birra o conil tè; a Monza, la nuova Spa Habits Culti Toi Même è dotata di una sala da tè con cucina light, e a Milano il risto-bistrot Pane&Acqua serve un’ottima varietà di tè. Ma c’è di più. “Ormai - spiega Natali - anche chef molto importanti non mancano di presentare una carta dei tè e, addirittura, ne utilizzano le foglie come ingrediente delle loro creazioni...”
