Il cuoco a portata di mano
Di Giuditta Marzoli - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 103 (4 2008)

Una cucina d’autore per pochi eletti è la proposta di alcuni ristoranti stellati che offrono ai propri ospiti lo spettacolo in diretta dello chef dietro ai fornelli
Fino a qualche anno fa era il vanto esclusivo di pochi eletti chef, oggi sta proliferando in molti ristoranti. è il tavolo dello chef, così denominato perché solo pochi commensali, da due a dodici, possono accedervi, richiedendo la prenotazione con largo anticipo, perché lo spazio è di solito molto ambito. è un trend in ascesa, che ha la duplice funzione di fare sentire l’ospite come a casa propria e di renderlo vivace spettatore di tutto ciò che accade dietro le quinte, nella cucina attigua separata da una semplice parete in vetro dove lo chef realizza in diretta le sue preparazioni, a volte proiettate su un grande schermo. Incuriositi, i gourmet seguono con curiosità lo spettacolo, ponendo domande per apprendere i segreti di una cucina speciale, che non è mai banale. Percorsi degustativi con menu a sorpresa anche di 13-14 portate, di cui si apprendono gli ingredienti e le tecniche di cottura in un ristretto spazio raffinato, ritagliato nella sala del locale o completamente isolato, ospitato all’interno di un ristorante esclusivo, classico o più di tendenza. Sentiamo cosa raccontano gli chef che, come su un palcoscenico, si muovono dialogando vivacemente con i propri ospiti.
Una sorpresa continua
Al ristorante all’Anteprima ai Santi a Chiuduno, a pochi chilometri da Bergamo, lo chef Daniel Facen offre uno spettacolo in diretta a pochissimi eletti, anche solo due, comodamente seduti ai cinque tavoli posti in posizione strategica davanti alla cucina. Con una capienza massima di 20-25 ospiti, la sala si trasforma in un vero palcoscenico dove il grande mago dei fornelli di origine svizzera ma cittadino del mondo per esperienze e creatività, è sempre pronto a spiegare le sue invenzioni molecolari, frutto di un incessante lavoro di ricerca.
