Le classifiche dei migliori 50 vini dell’anno

Da Vinitaly 2007 a Vinitaly 2008: un anno di degustazioni professionali, di sorprese, scoperte e certezze. Ecco il resoconto accurato con i risultati, le classifiche e i metodi di valutazione che abbiamo scelto come parametri di riferimento per i nostri giudizi

Stilare classifiche di merito è sempre operazione impegnativa, complessa e rischiosa. Il vino è, per sua natura, un prodotto che sfugge a ogni qualsiasi definizione pragmatica; tante, troppe sono le componenti fisico-chimiche, gli aspetti sensoriali costituenti e l’esito soggettivo dei degustatori, che concorrono al giudizio finale di un vino.

Esistono metodi valutativi che ci hanno formato, a cui spesso, per forza di cose, facciamo riferimento: le schede analitico-descrittive e, in particolare, le schede a punteggio per la degustazione nei concorsi dell’Associazione Italiana Sommeliers; di poco si discostano anche quelle dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, quelle dell’Associazione Enotecnici e Enologi Italiani, dell’Unione Internazionale degli Enologi e della Commissione di Degustazione Ministeriale.

Metodi che hanno un rigido impianto analitico con punteggio numerico e che spesso vengono sviluppati in commissioni d’assaggio, su scale di valore precostituite.

Il nostro fine non è questo, l’ambito in cui ci muoviamo non è quello dei concorsi, e l’obiettivo che ci proponiamo è di raccontare il vino, di apprezzarne le sue peculiarità, di giudicarne il grado di piacevolezza, di abbinabilità, di bevibilità.

Importanti guide di settore, che noi tutti conosciamo e pure sfogliamo, attribuiscono punteggi, bicchieri, stelle, e quant’altro, valutando ogni prodotto con il medesimo sistema, con il medesimo approccio: un’unica chiave di lettura di un mondo frammentato, diversissimo, con aspetti molto lontani tra loro.

Noi riteniamo che questa visione abbia il fiato corto.

Concordiamo pienamente con quanto sostiene Sandro Sangiorgi, direttore di Porthos, uno tra i più preparati degustatori e docenti che oggi l’Italia del vino possa vantare. Qualche tempo fa confidava alla nostra rivista: “...Credo che l’istituzione della guida, qualora nasca senza condizionamenti, vada riformata, visto che non incarna più lo scopo con cui è nata...”.