Lo chef sente l’effetto serra

Sono sempre più numerosi i ristoranti (di alto livello) che aprono all’interno di serre o in location con orto annesso. A tutto vantaggio della freschezza: dei piatti, oltre che dell’ambiente

C’è da scommetterci. Prendete nota e poi mi saprete dire. Visto il crescente interesse che il giardinaggio, il naturale e, diciamo pure, il verde in generale vanno suscitando in una fascia di pubblico sempre più ampia e diversificata, la tendenza conoscerà un seguito non sottovalutabile. O, meglio, c’è da giurare che i primi esempi saranno guardati con curiosità sia da parte degli avventori, reali e potenziali, che degli operatori: chef e ristoratori, pronti a farsi contagiare dall’“effetto serra”.
Sì, perché nuovi ristoranti, con formule interessanti e dal buon esito, nascono sempre più di frequente all’interno di serre o con orto annesso, coltivato secondo i più rigorosi metodi biologici e popolato, di mese in mese, con le verdure di stagione e le erbe che più ispirano la creatività di chi è al timone della cucina. Tra i primi ad aver individuato le potenzialità di una serra nella ristorazione figura il ristorante De Kas, nei pressi di Amsterdam, già da qualche anno regno della stella Michelin Gert Jan Hageman.
Volendo dare un diverso corso alla propria carriera e una nuova chance a una serra risalente agli anni 20 e appartenente alla municipalità cittadina, unì entrambe in un progetto concretizzatosi in un’oasi dell’alta cucina.

I risultati? Più che soddisfacenti. Ai tavoli di De Kas, infatti, sotto gli alti soffitti della serra, in cucina con lo chef o, tempo permettendo, nel giardino delle erbe aromatiche, siedono ogni anno oltre 50 mila ospiti.
A loro viene proposta una fine cuisine ecologica: lo chef decide il menu del giorno a tre portate in base alla disponibilità delle migliori materie prime, consultandosi con il proprio responsabile del settore vegetali del ristorante, che attinge direttamente dalle serre. In più, il luogo ha finito con l’essere una location scelta spesso anche per pranzi d’affari, grazie a uno speciale tavolo per 6-10 persone, allestito di fianco alla grande serra. Da lì ai piatti, per le verdure, sempre freschissime, il passo è davvero breve. E, per gli ospiti, discutere del business più rilassante.