Le nuove strade del pane
Di Giuditta Marzoli - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 93 (06 2007)

Con la semplicità di questo alimento si raggiungono nuovi traguardi nell’offerta del mercato extradomestico. Format e proposte per conquistare i clienti
Non ci sono dubbi: il pane è stato, è e resterà uno degli alimenti più apprezzati in un paese fortemente attaccato alle tradizione come l’Italia e anche quando la grande distribuzione tende a non inglobare o ad annullare le imprese familiari, continuano a resistere mestieri e attività che per la loro unicità possono passare dal retro-negozio alla vetrina.
Tra queste citiamo le panetterie che, da semplici locali addetti alla vendita di pane, si sono trasformati in punti vendita con bar integrato, sull’esempio di Princi, che, disegnato dall’architetto Claudio Silvestrin, ha trasformato un sogno in realtà: offrire un prodotto totalmente genuino e appena sfornato per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno. Non solo pane ma anche altre specialità, insieme con caffè e aperitivi.
LA RICERCA “GLI ITALIANI
E IL PANE”
Il successo della catena di locali è facilmente spiegabile se si pensa che, secondo l’ultima ricerca “Gli italiani e il pane”, realizzata da Astra Ricerche per conto di Siab, il Salone Internazionale dell’Arte Bianca svoltosi a Veronafiere dal 5 al 9 maggio, 30 milioni di persone in Italia sono convinte che il pane faccia bene alla salute e addirittura 27.500.000 di italiani (il 55% del campione) pensano che il pane artigianale possa essere consumato anche nelle diete dimagranti. Purchè non si esageri, ovviamente.
Ecco qualche altro dato. La panetteria con forno proprio attira 33.900.000 clienti, pari al 69,6% del totale degli acquirenti dell’arte bianca; al secondo posto, nella classifica dei principali canali d’acquisto si posiziona la grande distribuzione, frequentata dal 34,5% del campione e concentrata principalmente nel Centro-Nord Italia e nel Nord-Ovest.
