In viaggio verso sud, alla scoperta di nuove etichette

L'Italia del vino non smette di affascinarci. Ogni lembo di terra racconta una storia che cambia, si arricchisce e si muove come si muovono i riflessi d'oro e porpora nella luce in trasparenza di un calice

In viaggio verso sud. Un tempo, tra Settecento e Ottocento, erano i poeti, gli intellettuali e i nobili ad avventurarsi nelle terre del sole e del mare Mediterraneo alla ricerca di profumi, sapori, sensazioni, immagini da memorizzare e portare con sé, magari annotando su un diario i piaceri della scoperta.

Certo, oggi le cose sono cambiate e parecchio. La velocità, le possibilità di conoscenza, di contatto, di presenza fisica in ogni luogo a qualsiasi latitudine, offrono molteplici occasioni ma ci privano di un dono: il fascino del non conosciuto, del nuovo e del diverso.

Con lo spirito dell’antico avventuriero vogliamo raccontarvi, invece, il nostro “viaggio ideale di mezza estate” alla scoperta di insoliti vini, di piccole aziende non troppo conosciute ma di sicuro valore per tante ragioni che insieme scopriremo.

Innanzitutto, però, alcune brevi considerazioni. I vini del centro-sud Italia hanno attraversato diverse fasi e alterne fortune. Sicuramente oggi hanno raggiunto un posizionamento importante nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale, e godono di un percepito molto positivo, sia in termini di qualità che di competitività. Il caso della Sicilia è emblematico, tanto da diventare uno slogan di rilevanza mondiale: il Made in Sicily che, se non del tutto, ma quasi, è declinazione vincente del Made in Italy.

Pensate a venti, venticinque anni fa. La Sicilia serviva al vino come grande serbatoio di uve da taglio oppure per la vendita di prodotto sfuso in damigiana.

Quanto sono cambiati oggi i parametri. Il Nero d’Avola è uno dei principali esempi di rilancio d’immagine del vino ed è una case history da studiare (anche piuttosto pericolosa secondo il nostro parere… ma questa non è la sede più opportuna per parlarne).