Grappa, finiti i tempi d’oro
Di Giovanni Antona - Versione integrale dell'articolo su Food 11 (11 2007)

Vendite a valore in discesa nel 2007 per tutti i segmenti, comprese le monovitigno. E i nuovi consumatori non compensano il calo di quelli abituali
Consumi in crescita tra i 18-34enni, e, in particolare, nella fascia tra i 25 e i 34 anni. Conquista del pubblico femminile, a dispetto della sua forte tradizione di superalcolico ‘maschio’. Progressiva penetrazione nelle regioni del Sud, anche grazie allo sviluppo della rete della distribuzione moderna. Tutti questi fattori hanno sancito nel quindicennio 1990-2005 la trasformazione del prodotto grappa nella percezione di tanti italiani, allargando la base dei consumatori e favorendo un continuo rinnovamento dell’offerta sia nelle tipologie varietali che nei formati. Nell’ultimo anno, però, questi fattori non sono più bastati a sostenere le vendite nel retail. Parliamo di sell out a valore, visto che le contrazioni dei volumi più di tanto non hanno mai preoccupato, in un mercato che - si è ripetuto spesso - ha continuato a elevarsi qualitativamente. Secondo i dati di Iri relativi a iper+super+superette nell’anno terminante ad agosto 2007, le vendite a valore di grappa ‘normale’ sono calate del 2,4%, quelle a volume del 4,7 per cento. Perdono le plurivitigno così come le monovitigno: -3,9% a volume e -1,2% a valore.
