Il grossista, primo fornitore di alcolici all'Horeca
Di Mariangela Molinari - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 96 (09 2007)

Lo attesta una recente indagine condotta dal Consorzio Distributori Alimentari. Che sta lanciando una piattaforma distributiva per il comparto liquori
Diciannove miliardi di litri. È la quantità di bevande che gli italiani consumano ogni anno fuori casa. Di questi, solo l’1,2%, (235 milioni di litri), è costituito da alcolici, una categoria che, comprendendo birra, vino e superalcolici, è comunque di primaria importanza per l’intero mercato. Da sola, infatti, produce il 63,8% del fatturato dei distributori di bevande, vale a dire, solo lo scorso anno oltre 2,7 miliardi di euro, su un totale di circa 4,3 miliardi, realizzato per oltre il 75% nel canale Horeca. Il dato di per sé non stupisce, se si considera che il valore di mercato di questi prodotti è di gran lunga superiore a quello di acqua minerale e soft drink. Ma sui consumi fuori casa quanto incidono gli alcolici? Birra, vino e superalcolici pesano per oltre il 60% sul consumo totale di bevande nei pubblici esercizi italiani: una quota ripartita in 24,9% alcolici, 23,7% birra (in costante crescita) e 13,5% vino. Gli analcolici, invece, in calo, rappresentano il 21,3% dei consumi, mentre l’acqua minerale si attesta intorno al 16%, in leggera crescita. Sono i dati presentati di recente da Cda (Consorzio distributori alimentari), nel corso di un meeting dedicato esclusivamente ad alcolici e superalcolici, che ha evidenziato che se gli italiani non sono grandi bevitori, queste categorie merceologiche ricoprono, in ogni caso, un ruolo fondamentale nel mercato nazionale delle bevande.
