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A casa o fuori purché made in itaLy
Di Mariangela Molinari - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 97 (10 2007)

L’Osservatorio deL Forum spumanti d’italia conFerma per iL primo semestre 2007 La crescita delle Bollicine itaLiane, sia suL Fronte interno che nell’export. in aumento, soprattutto i vini meno impegnativi
Continua, senza sosta, il trend positivo delle bollicine italiane. Il 2006, infatti, ha registrato una crescita dei consumi del 12%, sia sul mercato nazionale che all’estero, arrivando così a tagliare il nuovo traguardo degli ultimi dieci anni: 276 milioni di bottiglie vendute, per un fatturato al consumo di circa 1,960 miliardi di euro. Le ottime performance dello scorso anno sono più che confermate dal primo semestre del 2007, nel quale gli ordini di spumanti italiani hanno messo a segno un’ulteriore crescita del 9,9%, come emerge dal sondaggio a campione e dal monitoraggio compiuto su 700 singole imprese spumantistiche nazionali dal Forum Spumanti d’Italia, che a Valdobbiadene (Tv) ha celebrato lo scorso settembre le bollicine
italiane, con degustazioni, banchi d’assaggio e la presentazione degli ultimi dati del settore. Se i volumi hanno conosciuto sviluppi interessanti, non altrettanto, però, si può dire in termini di valore, sia per il calo del prezzo medio registrato a inizio anno, che per il maggior sviluppo degli ordini indirizzatosi verso prodotti dal costo più contenuto. Su questo fronte, in particolare, un’indagine svolta dal Centro studi vitivinicultura economia spumanti (Ceves) e dall’Osservatorio nazionale economico spumanti (Ones) ha verificato che i prezzi al consumo di spumanti e champagne nella Gd nel corso degli ultimi due anni sono rimasti pressoché invariati. A prezzi costanti, quindi, sono aumentati i volumi: segno che il costo rappresenta ancora un fattore strategico per l’acquisto di una bottiglia di spumante rispetto ai vini rossi di qualità, per i quali, invece, appare determinante il marchio d’origine.
