Roberto Cipresso: la profondità e la luce del vino
Di Marco Pozzali - Versione integrale dell'articolo su Bar Business 97 (10 2007)

Un uomo avanti; uno dei più importanti winemaker del mondo. proprietario, da dentro, di vini pluripremiati e celeBri, racconta molto di sé in questa lunghissima chiacchierata in forma d’intervista al sole di una mattina di fine estate.
A volte capitano cose strane. Cose che non aspetti ma arrivano da sole. Per una misteriosa congiunzione astrale, si potrebbe pensare. Destino, oppure intreccio arcano di ricorrenze intime.
Ho letto il libro di Roberto Cipresso, “Il Romanzo del vino”, nel marzo di quest’anno mentre, a mia volta, stavo per consegnare alle stampe il mio “Grandi vini di piccole cantine”. L’ho letto d’un fiato in una notte. Trovavo pericolosamente convergenti una serie di relazioni profonde che mi legavano a quest’uomo.
La mia prima introduzione al libro (in seguito non pubblicata) che stavo ultimando parlava di un sogno, di una visione: dell’Arca dell’Alleanza, di una nuova enorme alluvione che tutto poteva ricoprire, di quali vitigni si dovessero salvare e portare sull’Arca e, davanti a me, leggendo Cipresso, trovavo il suo viaggio, bellissimo, struggente, nella profondità del vino, fino alle radici primigenie, all’eco lontana dell’Origine e della Conoscenza.
Troppo suggestivo per non rimanerne fortemente colpiti.
Qualche giorno dopo un amico comune, Mario Falcetti, direttore ed enologo di Contadi Castaldi, mi invitava a partecipare alla presentazione de “Il Romanzo del vino” a Brescia.
Non era quella l’occasione giusta.
Il due luglio scorso, invece, lo stava per diventare, sempre grazie a Mario Falcetti, per la finale del Gioco delle Cuvée ad Adro, nella sua bellissima cantina di Franciacorta.
Un pomeriggio di luce, acceso e caldo; molte persone, alcune belle, bellissime, altre sciocche, sciocchissime, qualche donna in tiro, due modelle, una bionda con jeans al gusto Satèn e una bruna con jeans al gusto Rosé e un profilo, un pizzetto, un sorriso intelligente e acuto, una stretta di mano, piacere Roberto, piacere Marco. [...]
