Birra e birrerie dal “resto del mondo”

Uno degli elementi più straordinari della birra è il fatto che può essere prodotta in pratica a qualsiasi latitudine e longitudine. E una buona parte di queste birre le possiamo trovare anche in Italia

Eccoci dunque arrivati al capolinea di questo viaggio intorno al mondo della birra che Bar Business ha voluto iniziare ormai un anno fa. Siamo partiti con il Belgio, che rappresenta un po’ la cornucopia più ricca a livello di stili e varietà, e siamo giunti, in quest’ultima puntata, a parlare delle birre del resto del mondo. Nessun parallelo calcistico sia chiaro, solo il tentativo di raccogliere in un unico articolo la moltitudine di birre che sono presenti in Italia. Davvero tante e questo è il primo dato che deve colpire l’attenzione del lettore. Siamo un Paese di scarsi bevitori, ma in compenso abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Nei supermercati, nei beershop, nei ristoranti etnici, nei negozi di prodotti latinoamericani o asiatici è tutto un fiorire di etichette colorate e quasi sconosciute. Oggi in Italia si possono reperire birre indiane, cinesi, giapponesi, australiane, messicane, brasiliane e via di questo passo. Insomma, berremo poco ma beviamo diverso, e le ragioni di questo fenomeno sono da addurre alla nostra incontenibile curiosità e apertura mentale in campo gastronomico, dimostrata negli ultimi anni dall’esplosivo successo dei ristoranti etnici. Da quando il massimo della cucina esotica era rappresentata dai ristoranti cinesi, diffusi ormai anche nei piccoli centri di provincia, alla recente escalation della cucina giapponese, che ha influenzato anche qualche chef stellato nostrano, passando per la moltiplicazione di ristoranti messicani, tex-mex, indiani, brasiliani, mediorientali e addirittura russi.