Alessandro Mondini Branzi, un manager alla finlandese

Il numero uno della filiale italiana di Nokia racconta la sua carriera, spiegando come il successo nel lavoro si ottiene anche commettendo qualche errore. lo insegna la multinazionale scandinava ai suoi dipendenti

Lavorare con passione e assimilare i valori dell’azienda. è questo l’atteggiamento professionale che dichiara di avere acquisito in questi anni trascorsi in Nokia Alessandro Mondini Branzi, dal primo giugno 2006 amministratore delegato della filiale italiana del gruppo scandinavo. Il quarantenne dirigente bolognese si è subito allineato alla cultura finlandese facendo suo il cosiddetto sisu, ovvero quel comportamento che spinge una persona ad affrontare le avversità in maniera razionale e orgogliosa. Forse anche applicando questa mentalità alle sue scelte professionali, Mondini Branzi ha scalato i gradi e oggi siede sulla poltrona più importante della filiale italiana.

Dottor Mondini Branzi, se la sente di trarre un primo bilancio da quando indossa le vesti di numero uno di Nokia Italia?

Innanzitutto in questi mesi abbiamo realizzato un incremento sia a volume sia a valore e oggi con una quota che si aggira intorno al 40% siamo leader di mercato. Sono anche soddisfatto per avere contribuito alla crescita dell’organico dell’azienda, composto da circa 120 dipendenti con una decina di new entry solo nell’ultimo anno. Oggi la struttura è suddivisa in business groups che lavorano in maniera coesa tra loro, ma dal primo gennaio 2008 anche in Italia, così come in tutta Nokia, si adotterà una nuova organizzazione basata su tre divisioni: markets, devices e services & software. Per concludere la mia risposta, aggiungo che mi sento fiero di aver partecipato a consolidare il ruolo di Nokia come motore dell’innovazione sul mercato italiano.