Centri commerciali alla prova dei conti

Time to market elevato, costi in salita e rendimenti stabili non frenano la corsa agli investimenti nel real estate commerciale in Italia, ai primi posti nelle proiezioni delle prossime aperture europee. Ma la formula di ancore e gallerie viene rivisitata. Per aumentarne gli utili

Costi impegnativi, rendimenti stabili su una media compresa tra il 5% e il 6% e proiezioni poco rassicuranti sull’andamento del mercato immobiliare in arrivo dagli Usa rappresentano criticità importanti, eppure non sufficienti per diminuire l’appeal degli shopping center per tutti i protagonisti di questo business: investitori, development, tenant.

Le previsioni di sviluppo a breve termine pongono infatti l’Italia ai vertici della classifica europea. Entro il 2008 saranno edificati nel nostro mercato 2,2 milioni di mq di gla (superficie affittabile lorda) in base alle proiezioni firmate Jones Lang LaSalle.

«Se confrontata con altri paesi europei l’Italia mostra uno dei tassi più elevati di evoluzione nel segmento dei centri commerciali, posizionandosi dopo la Russia (4 milioni di mq) e al pari della Turchia – conferma Gianluca Nolli, head of Retail Agency di Jones Lang LaSalle –. Parliamo di 1,5 milioni di mq di nuova superficie al Centro-Nord, in particolare in Piemonte (circa 570 mila mq) e Lazio (circa 530 mila mq), mentre a guidare la graduatoria del Sud sarà la Sicilia con 274 mila mq seguita dalla Campania con 242 mila mq – prosegue Nolli –. Se poi nell’analisi includiamo oltre alla categoria degli shopping center anche i format dell’outlet e del retail park le stime di crescita per l’Italia toccano i 3,2 milioni di mq entro il 2008. In più tra il 2009 e il 2010 saranno in fase di completamento altri 1,1 milioni di mq di gla».