L’autunno caldo delle materie prime

I forti rincari delle quotazioni di farina, burro e uova si riflettono sui listini e rappresentano un’incognita anche per i lievitati da ricorrenza, in vista della prossima campagna natalizia

Alla fine anche loro, i profeti del prezzo basso ad ogni costo, si sono dovuti arrendere: è di poche settimane fa la notizia che la catena tedesca di discount Aldi rincarerà più di cinquanta prodotti. Solo pochi giorni prima era stata la volta della connazionale Plus, insegna del gruppo Tengelmann, che per bocca di uno sconsolato portavoce ha precisato che questo è il primo aumento dopo anni di onorata attività da discounter.

La folle corsa delle materie prime agricole non risparmia nessuno. E tra le vittime più illustri c’è l’industria dolciaria, accerchiata dai rincari continui degli ingredienti fondamentali per le sue produzioni. A stilare quello che ha tutta l’aria di un bollettino di guerra è l’Aidi, l’Associazione industrie dolciarie italiane. Burro da pasticceria: +70% rispetto alla campagna 2006; uova: +30%; farina: fino al +60%, a seconda della tipologia. Rialzi che hanno un impatto micidiale sui bilanci, tenuto conto che l’intero settore dolciario utilizza circa 40 mila tonnellate di burro (+10% nel 2006 sul 2005), 80 mila di uova e ben 600 mila tonnellate di farine di grano tenero.