La battaglia dell’energia

Nuovi competitor, italiani e stranieri, sono entrati nel mercato energetico, alla conquista del segmento delle Pmi e dei clienti residenziali. Da aggredire usando tutte le leve del marketing mix: dai canali alternativi alle declinazioni personalizzate dell’offerta

In palio c’è un mercato composto da 27 milioni di utenti domestici - liberi di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica dal primo luglio 2007 - e 7,4 milioni di imprese e partite Iva, svincolate dall’ex-monopolista già dal 2004. Un’opportunità da non perdere per operatori nazionali ed esteri, entrati in lizza per conquistare una clientela business e residenziale come quella italiana, caratterizzata da un consumo complessivo che si attesta su un valore di poco superiore ai 300 TWh l’anno (un terawattora corrisponde a un miliardo di KWh, ndr.).

“Già oggi al netto di Enel, che vanta una quota di circa il 48% nel mercato elettrico e del 10% in quello del gas, esiste una discreta frammentazione dei volumi prodotti e commercializzati nei segmenti industriali e civili - fa presente Roberto Prioreschi, partner di Bain & Company -. Basti pensare alle posizioni dei primi attori del settore: dal Gruppo Eni (che ha una quota rispettivamente dell’8,3% nel comparto dell’energia elettrica e del 17,6% nel gas) a Edison (21,6% e 7,8%), seguiti da A2A , Hera, Iride, Gas De France, Sorgenia, E.On”.

Le piccole e medie imprese da un lato e i clienti residenziali dall’altro sono il principale target per le compagnie di utility.