Domenico Zaccone, la mia cura per Sara Lee

Un inizio in salita. Poi la consapevolezza di essere il manager ritenuto adatto a rilanciare l’azienda. Il numero uno della filiale nostrana ripercorre le tappe della sua carriera e svela le sue ambizioni future

Da universitario ambiva a vestire i panni di manager della “rossa”. Il sogno di entrare un giorno nel team della Ferrari Domenico Zaccone non ho lo ha mai definitivamente accantonato, lasciandolo fermo ai box. Oggi però il dirigente ligure, classe 1963, si concentra su Sara Lee Italia, l’azienda all’interno della quale da un anno ricopre il duplice ruolo di amministratore delegato e direttore generale.

Un incarico importante che ha il sapore di una sfida, visto che il manager ha dovuto apportare alcuni cambiamenti a livello strategico, dando un taglio netto a quella che è stata la politica che l’azienda ha seguito per quasi 15 anni, ovvero da quando è stata inaugurata la branch italiana. Proprio da questa mission comincia l’intervista.

Dottor Zaccone, partiamo dal presente. Dal marzo del 2007 ricopre la carica di ad della filiale italiana di Sara Lee, che obiettivi si è posto?

Innanzitutto, proseguire la fase 2 del piano triennale che consiste nel rilancio a tutto campo di alcuni brand, nel ristrutturare l’organizzazione focalizzandola su marchi e clienti, e infine ricostruire la credibilità dell’azienda nei confronti dei nostri “stakeholder𔄙, mi riferisco ai consumatori, agli stessi clienti, ai dipendenti e al nostro quartier generale.