Food court, l’offerta si specializza

Ristorazione da servizio secondario rispetto all’iper e ai negozi, l’area gastronomica ha acquisito negli ultimi anni un ruolo determinante. Segmentando le sue proposte per raggiungere un target sempre più ampio

Talvolta bastano pochi passi in un centro commerciale per compiere un autentico viaggio alla scoperta delle diverse tradizioni culinarie regionali, nazionali e internazionali. è la varietà dell’offerta - multietnica, specializzata, di qualità - la principale caratteristica delle aree di ristorazione di ultima generazione. Divenute, grazie alla loro capacità di attrarre il consumatore, una vera e propria ancora, che secondo gli operatori contribuisce per il 30-40% al successo complessivo del parco acquisti e per il 20% all’aumento di fatturato per i negozi in galleria.

Uno scenario profondamente diverso rispetto alle food court concepite tra gli anni Ottanta e Novanta, quando non si pensava che il centro commerciale potesse essere un polo di aggregazione sociale con al suo interno spazi ludico-ricreativi.

“In principio queste superfici occupavano zone marginali, la ristorazione era di tipo veloce, legata al concetto del risparmio di tempo e articolata quindi con bar, rosticcerie, take away, punti di ristoro self service e macchine vending dislocate nel mall, per la distribuzione automatica di snack e bibite calde e fredde - testimonia Alberto Marinelli, direttore del centro I Petali di Reggio sviluppato da Multi Development-C Italia -. In seguito, grazie anche all’aumento dimensionale degli shopping center, la food court ha conquistato posizioni sempre più centrali nella galleria, inserendosi nel nodo principale dei flussi”.