La sostenibilità conviene, parola di P&G

Susan Arnold il colosso del largo consumo Ha introdotto la responsabilità sociale tra i principi cardine che determinano il suo business. Dimostrando che oggi essere un gruppo eticamente corretto può fruttare miliardi di dollari

è una questione di peso, di dimensioni. Quando sul mercato si muove un colosso da 76 miliardi di dollari, con 138 mila dipendenti in 80 Paesi e 300 marchi all’attivo, l’onda lunga dei suoi movimenti la sentono tutti. Lo sa bene Susan Arnold - lady di ferro di Procter&Gamble, ex numero uno della divisione beauty, oggi presidente mondiale di tutte le business unit del gruppo e responsabile a livello internazionale dello sviluppo sostenibile -, che elabora progetti di Csr con l’implicita aspettativa che molti seguano le orme del colosso di Cincinnati e che l’intero sistema economico mondiale possa farsi travolgere da quella rivoluzione copernicana che in P&G è già in atto.

Inserire nello statuto aziendale i principi della responsabilità sociale impone infatti alle imprese di scommettere che il loro impegno ambientale e sociale possa essere, nel lungo periodo, premiato dal mercato. Generando profitto.

L’abbiamo raggiunta, nel quartier generale del gruppo, per capire con quali mezzi conta di ottenere un risultato così ambizioso.