Basilea 2, le banche danno i voti alle aziende
Di Giovanni Medioli - Versione integrale dell'articolo su Business 6 (06 2008)

Normative. Non bastasse la crisi dei mutui, a complicare la vita delle imprese sono arrivate le nuove regole per la concessione del credito. Un sistema che però offre molte opportunità, a patto di saperle cogliere
Basilea 2 è il nuovo complesso di regole che disciplinano la concessione del credito. E già spiegare questo fatto non è semplice, perché non si tratta di leggi emanate da uno Stato ma di norme valide in tutto il mondo sancite dopo anni di studi dalla Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, ovvero l’ente che riunisce tutte le banche centrali e/o gli enti di sorveglianza creditizia (fra cui la Banca d’Italia) del mondo sviluppato. Poi le norme sono state anche recepite dall’Unione Europea e dai singoli Stati. In Italia a partire dal primo gennaio 2008.
Cosa dicono queste leggi? Più o meno che le banche, per prestare soldi, non possono più limitarsi a dire “a te sì, a te no” e a fissare un prezzo, ma devono ‘misurare’ il rischio insito nell’operazione valutando il cliente (se e quanto è già indebitato, la sua capacità di produrre reddito e dunque di restituire il prestito) attraverso un complesso meccanismo di parametri quantitativi e qualitativi che devono essere sintetizzati in un ‘voto’, il rating, in base al quale la banca motiva la sua decisione di concedere o meno il prestito e a che prezzo. Insomma, una rivoluzione copernicana: perché i clienti delle banche, e soprattutto le aziende, non possono più limitarsi a negoziare un prestito in base alle conoscenze (il cognato bancario, il direttore di filiale ex compagno di scuola...), ma devono imparare a produrre una serie di informazioni e di parametri reali sulla loro attività da cui dipendono la disponibilità e il prezzo dei quattrini.
