Lo zen e l’arte della produzione pasticciera

Un giovane entusiasta del suo lavoro che ha aperto un locale in un paesino della provincia di Forlì. Poche referenze, ma trattate con la stessa attenzione e minuzia necessarie per curare un bonsai...

Un lettore attento si chiederà subito: “ma qual è il filo logico che collega la filosofia zen e i bonsai con la pasticceria?” La nostra risposta è presto data: “nessuno, se gli elementi si considerano gli uni scollegati dagli altri, tanti se vengono associati alla figura di Alberto Valentini, titolare della pasticceria Dolce Vita di Santa Sofia”.

Alberto Valentini, 35 anni, è infatti appassionato di cultura giapponese in generale e dell’arte del bonsai in particolare. Il poco tempo libero a disposizione, Alberto lo dedica alle arti marziali e alla cura di queste piccole ma preziose piante che, nel loro insieme (vaso compreso), hanno lo scopo di riprodurre la natura in piccole dimensioni. Un altro aspetto interessante che ci affascina di questo suo hobby è che si tratta di un’opera d’arte in costante divenire: la pianta continua a crescere e modificarsi, pertanto è necessario accudirla continuamente. La stessa cura che Alberto dedica alle sue piccole piante, viene trasferita alla produzione di pasticceria. Da sempre attento alle novità, appena il lavoro glielo consente, Alberto si sposta per seguire corsi di specializzazione, perchè anche nell’arte pasticciera, non si finisce mai di imparare e c’è sempre spazio per crescere.

La produzione della pasticceria Dolce Vita è essenzialmente classica: “viviamo in un piccolo paese di montagna, dove la gente è affezionata ai prodotti semplici - spiega Alberto Valentini. Le crostate di frutta, per esempio, sono guarnite con le confetture che produciamo noi in laboratorio, con le more che raccolgono i miei genitori, oppure con la frutta che ci viene fornita dalla cooperativa di Forlì, sempre sotto nostra specifica richiesta. Nel periodo natalizio, però, non mi piace proporre sempre il panettone classico, così ho introdotto qualche variante come il panettone ananas e cioccolato fondente o con i fichi sciroppati e le noci. Il cioccolato, purtroppo, non ha ancora incontrato il favore della clientela locale, tranne che nel periodo pasquale”.

La pasticceria si trova lungo un viale vicino al centro del paese. Il locale è piccolo, ma ogni spazio è stato sfruttato al meglio. Entrando ci si trova di fronte il bancone del bar, dietro al quale i sorrisi di Michela e Susanna accolgono la clientela con calore. Alla sinistra, un piccolo angolo per una consumazione tranquilla; a destra il banco della pasticceria con le poche, ma curatissime referenze che Alberto produce personalmente nel laboratorio retrostante. Anche qui lo spazio è stato studiato per muoversi liberamente e razionalizzare la produzione: al centro il piano di lavoro, alla destra la zona cottura e alla sinistra il magazzino e l’area destinata alla conservazione dei prodotti.