In tempi di crisi i fondi scommettono sul retail
Di Giovanni Medioli - Versione integrale dell'articolo su Business 8/9 (09 2008)

Investitori. Si chiamano buy & build le operazioni fatte per costruire nuove catene distributive mediante acquisizioni di vari operatori locali. E piacciono molto al private equity, che ci punta sempre di più, anche in Italia
Scendono i fatturati delle catene retail ma sale il livello della concentrazione. Con qualche sorpresa: se fino ad oggi siamo stati abituati a pensare alle imprese di distribuzione italiane soprattutto come prede di grandi società europee, c’è anche qualche gruppo nazionale che, attraverso acquisizioni, è diventato un gigante mondiale. Come Autogrill, di cui è azionista di riferimento la famiglia Benetton, che 12 anni fa era presente solo in Italia e solo sulle autostrade mentre oggi è diventato il “primo operatore mondiale di ristorazione per chi viaggia”, numero uno nel retail all’interno degli aeroporti, con oltre 5.300 punti vendita in 43 Paesi e un fatturato 2008 di 5,8 miliardi di euro di cui solo il 20% realizzato in Italia, grazie anche a un programma di acquisizioni che dal 2006 ha visto otto operazioni per un valore di circa 1,5 miliardi.
Insomma, la crisi dei consumi sta facendo da acceleratore per i processi di consolidamento: alcune tabelle pubblicate in queste pagine, realizzate da Kpmg Corporate Finance, mostrano il valore delle maggiori operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni) del settore retail degli ultimi tre anni e dimostrano che il 2008, anno nero per i consumi delle famiglie, potrebbe vedere un record (in termini di valore) dei passaggi di mano. “In effetti - osserva Antonella Altavilla, senior manager di Kpmg Advisory ed esperta dei mercati della distribuzione - fa impressione soprattutto l’aumento delle dimensioni medie delle operazioni, passate in un anno da 80 a 108 milioni di euro, un +30% secco che si spiega proprio con il fatto che la crisi spinge all’aggregazione. Perché richiede catene di distribuzione con spalle sempre più larghe dal punto di vista finanziario e capaci di operare con margini ridotti”.
