Ecco la Sanpellegrino del futuro

Stefano Agostini. Sostenibilità ambientale e politica di marca: l’amministratore delegato spiega come il leader delle acque minerali crescerà nei prossimi anni. in Italia e nel mondo

Lungo il corridoio su cui si affaccia l’ufficio di Stefano Agostini, amministratore delegato di Sanpellegrino, è appesa una lunga raccolta di immagini storiche dell’azienda. Grandi foto in bianco e nero che ritraggono operai al lavoro negli stabilimenti di inizio secolo, autisti che posano orgogliosi di fianco ai loro camion anni Cinquanta parcheggiati davanti all’arco di Costantino a Roma, la vecchia sede squadrata di via Castelvetro a Milano, da poco abbandonata per trasferirsi nei nuovi uffici lungo i Navigli, ricavati dagli ex stabilimenti Richard-Ginori, altro nome illustre dell’industria italiana. La foto più curiosa, però, è quella che ritrae due camerieri impegnati in una corsa insolita: vince chi porta fino al traguardo, tenendolo con una mano sola, un vassoio con una bottiglia d’acqua S.Pellegrino. A uno dei due sembra andare decisamente male, perché nella foto la bottiglia sta per cadere dal vassoio. Al lato opposto rispetto alla galleria fotografica, verso le grandi vetrate, c’è una fila ininterrotta di vasi di palme, che colorano di verde e conferiscono un tono di vivacità all’ambiente intorno.

Il color seppia delle fotografie e il verde acceso delle palme rappresentano il passato e il futuro di questa grande azienda italiana, che il suo traguardo, nel presente, l’ha già raggiunto: coniugare il meglio del made in Italy con l’appartenenza a un grande gruppo multinazionale come Nestlé Waters. E se il passato dell’azienda è radicato nella storia industriale del nostro Paese, con la nascita nel 1899 a San Pellegrino Terme e lo sviluppo ininterrotto nel corso del Novecento, sulla scia della crescita dei consumi di massa, il suo futuro parla di sostenibilità ambientale, di protezione delle sorgenti, d’impronta ecologica, di corporate social responsibility.