Vending, un mercato a prova di crisi

Hanno investito sulla qualità dei prodotti, ma anche su servizi al cliente e varietà dell’assortimento. E il successo non è mancato: tutti gli operatori del settore registrano forti crescite di consumi e fatturato. e adesso studiano nuove offerte per intercettare le mutate esigenze dei target

“Crisi dei consumi? Non per il vending. Il comparto gode di buona, anzi, ottima salute”. è fiducioso Vincenzo Scrigna, presidente di Confida - associazione italiana distribuzione automatica - e i numeri sembrano dargli ragione. Secondo le rilevazioni di Eva (European vending association) e Wva (Worldwide vending association) i distributori automatici negli Stati Uniti hanno raggiunto quota 6 milioni, in Giappone 5,4 milioni e in Europa 10 milioni, per un fatturato 2007 che nel Vecchio continente è stato di 25 miliardi di euro. Anche in molti mercati emergenti il settore va acquistando importanza, a partire da Argentina, Brasile, Africa del Sud, oppure Russia, Turchia, Ucraina, India, Cina e Corea del Sud, nazione in cui le macchine installate sono ormai almeno un milione.

E un vero e proprio boom è quello che si è registrato in Italia. I dispenser presenti nel nostro Paese a fine 2007, emerge dalle elaborazioni di Confida che tengono conto anche delle performance delle comuni macchine per caffè espresso negli uffici, erano oltre due milioni, vale a dire uno ogni 29 abitanti, ben il 20,34% in più rispetto a due anni prima, e positivi sono i dati riguardanti le consumazioni, calcolate in 6,3 miliardi di unità, con un incremento nel biennio 2005-2007 del 10,37 per cento. Intorno al 13,78% l’aumento di fatturato, salito da 2,4 miliardi a 2,7 miliardi di euro.