- IN ITALIA
- IN EUROPA
La catena del fresco a prezzi imbattibili
Di Giovanna Garlati - Versione integrale dell'articolo su Business 10 (10 2008)

Fairway. Porta sulle tavole dei newyorchesi cibi importati e di alta qualità, ma a costi davvero competitivi. Un successo cominciato negli anni Trenta e che non accenna a diminuire
“Organic” è sicuramente una delle parole più usate e abusate nell’attuale vocabolario americano e soprattutto a New York, dove il mangiare sano è diventato quasi una mania. Dalle piccole Deli ai Farmer’s Market, vale a dire dalle gastronomie alle rivendite dirette degli agricoltori, fino alle note catene di supermercati, non c’è negozio dove non si vendano prodotti cosiddetti “organici” o, per dirla con un termine europeo, biologici.
Gli appassionati del genere sono numerosissimi: giovani famiglie trendy, uomini e donne in carriera, insieme a tanta gente meno sensibile al fascino della moda e attratta piuttosto dal desiderio di portare in tavola cibo salutare. E tra gli amanti della buona cucina ci sono sicuramente i newyorchesi, che da sempre adorano comprare cibi esotici, biologici e d’importazione; referenze di qualità, insomma, spesso però dal costo elevato. Un aspetto, quest’ultimo, non certo trascurabile in un momento di recessione e di economia stagnante come l’attuale, in cui a far leva sui consumatori è con sempre maggiore frequenza il fattore prezzo.
Ma è allora possibile conciliare un’offerta food di alto livello con una politica di low price? La risposta sembra essere sì, almeno a giudicare dall’esperienza di Fairway, una catena di supermercati con quattro store concentrati nell’area intorno alla Grande Mela, che ha fatto di qualità, biologico e prezzi moderati il suo tratto distintivo. Non a caso il New York Times l’ha definita “Fancy food at warehouse prices”, ovvero “cibi ricercati a prezzi all’ingrosso”.
