La crescita nel Sud non accelera

Italia a due velocità - A fronte di un Nord più saturo, negli ultimi anni il Meridione è divenuto la nuova frontiera per il comparto dei centri commerciali. Tuttavia a fattori positivi, come l’alta propensione al consumo e la presenza di bacini di utenza sguarniti, si contrappongono carenze infrastrutturali, amministrative e finanziarie che frenano lo sviluppo

Il comparto dei centri commerciali guarda al Meridione come a un’area di sviluppo strategica. Dopo decenni impiegati per conquistare i ricchi bacini del nord Italia, ormai saturi, i player hanno abbassato la latitudine dei loro progetti puntando sulla scarsa densità di superficie di vendita che contraddistingue le regioni del Sud.

“Prendendo in considerazione i casi rilevanti, in quest’area l’attività di realizzazione è stata avviata nel 2002 con un’iniziativa importante a Cagliari”, spiega Davide Dalmiglio, national director capital markets di Jones Lang LaSalle, relatore in occasione del II' Convegno istituzionale Cncc 2008 sul tema “Mezzogiorno d’Europa: la nuova geografia dell’industria dei centri commerciali. La spinta propulsiva di un Sud plurale”, che si è tenuto presso il centro commerciale Due Mari (Cz) lo scorso ottobre. “Successivamente - ricorda Dalmiglio - nel biennio 2006-2007 si è registrato un vero e proprio boom degli investimenti, mentre a causa della crisi non si segnalano transazioni per quest’anno e per il prossimo. A livello nazionale le operazioni pianificate prima del 2008, infatti, sono state regolarmente ultimate mentre non se ne sono generate di nuove”.

Il Sud mostra dunque grandi potenzialità ma, allo stesso tempo, presenta carenze di natura infrastrutturale, amministrativa e finanziaria che frenano la crescita del comparto.