La grande vittoria della panificazione italiana
Versione integrale dell'articolo su Dolcesalato 67 (05 2007)

Un’interessante intervista in cui Ezio Marinato ci parla dei momenti più significativi del Mondial du Pain, svoltosi a Lione lo scorso gennaio. In più, le ricette della vittoria
Un concorso innovativo sotto molti punti di vista”, questa è l’opinione del neoletto campione del mondo della panificazione Ezio Marinato in merito al primo Mondial du Pain “Goût et Nutrition” organizzato dagli “Ambassadeurs du Pain et de la Boulangerie Française”, lo scorso gennaio a Lione nell’ambito del Sirha 2007. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa di più sul concorso, sulla preparazione della squadra e sui prodotti presentati a questa importante competizione internazionale…
Come è avvenuta la selezione della squadra italiana?
Personalmente sono stato scelto per l’esperienza che avevo già avuto di concorsi precedenti: partecipazione e vittoria con la squadra italiana al Campionato Europeo nel 2002; partecipazione al Grand Prix Italia nel 2005 e alla Coppa del mondo di Parigi. La squadra doveva essere composta da un panificatore con almeno cinque anni di esperienza e da un “commis”. L’apprendista, Simone Rodolfi, di soli 19 anni, frequenta l’Istituto Alberghiero “Andrea Mantegna” di Brescia ed è stato “scoperto” dal maestro Piergiorgio Giorilli (presidente del Richemont Club Internazionale e del Richemont Club Italia, ndr) in occasione di uno stage che ha tenuto agli alunni dell’istituto presso la CastAlimenti di Brescia.
Con Simone c’è stato subito un buon feeling sia durante la preparazione sia, e ancora di più, durante la gara.
Nel contesto delle votazioni veniva anche considerato l’aspetto pedagogico, ovvero quello che il panificatore esperto riusciva a trasmettere all’apprendista: con Simone non è stato difficile perché è un ragazzo molto in gamba, che ha dimostrato una grande maturità; durante la gara, infatti, anche nei momenti di tensione, non ha mai perso il controllo.
Come si è svolta la preparazione?
La preparazione è durata circa sei mesi. Ho iniziato a impostare il lavoro nel mio laboratorio. Successivamente il maestro Giorilli mi ha messo in contatto con Simone, con il quale ho iniziato a lavorare su varie ricette, sull’impostazione del lavoro e sulla preparazione per il concorso. Ogni fine settimana Simone veniva nel mio laboratorio e lavoravamo insieme sulle ricette, sulle forme e sui gusti. Le ultime due domeniche prima della gara ci siamo trovati alla CastaAlimenti con alcuni colleghi tra cui il maestro Giorilli e Settimio Tassotti, nostro membro di giuria, per dare ai prodotti il tocco finale.
Quindi siamo partiti alla volta di Lione.
Vi aspettavate un risultato simile?
Ovviamente no, anche se vincere è il sogno di tutte le squadre che partecipano a un concorso. Diciamo, però, che eravamo convinti dei nostri prodotti, come tutti gli altri concorrenti del resto, perché quando si partecipa a una competizione si cerca sempre di dare il meglio. Quando abbiamo finito il lavoro eravamo pienamente soddisfatti, perché tutti i prodotti sono riusciti come dovevano e questo era il nostro obiettivo. Quando c’è stata la premiazione e abbiamo sentito annunciare il terzo posto e poi il secondo, pensavamo di non esserci piazzati tra i primi tre, non immaginavamo che annunciassero la vittoria dell’Italia. Sentire nominare la propria nazione in un contesto simile è un’emozione indescrivibile.
italiana!
