Re della festa, se di qualità
Versione integrale dell'articolo su Dolcesalato 72 (10 2007)

Nonostante dichiarino aumenti di listino tra il 5 e il 10% i produttori sono ottimisti: «Non diminuiranno le vendite del prodotto di alta gamma. Il nostro cliente è attento alla qualità e altamente fidelizzato».
è andato bene il Natale 2006 per i produttori di lievitati d’alta gamma. La maggior parte delle aziende intervistate, infatti, segnala incrementi di fatturato a doppia cifra e si manifesta ottimista per la stagione 2007. «L’anno scorso è stato un buon Natale - commenta Massimo Albertengo, amministratore delegato dell’omonima azienda - con incrementi di fatturato sui clienti storici e qualche nuovo ingresso». Risultati positivi anche per Flamigni, che ha messo a segno un +10%. «Il 2006 è stato un anno decisamente buono - commenta il direttore commerciale, Massimo Buli - e la tendenza appare confermata anche quest’anno dall’andamento della campagna prenotazioni». La Perla di Torino ha registrato un 5% in più rispetto al 2005, mentre le vendite di Loison sono aumentate del 9% circa. «La produzione non sarà più aumentata - fa sapere il titolare, Dario Loison - perché vogliamo rimanere fedeli alla nostra vocazione di azienda artigiana di alta nicchia». Buoni risultati per Antica Pasticceria Muzzi: «Il 2006 ci ha portato un incremento nelle vendite del 9,6% - fa sapere, infatti, Filippo Muzzi, il titolare - che, probabilmente, si confermerà anche quest’anno, anche se abbiamo ancora qualche importante contratto da chiudere». Più 15% per la Pasticceria Perbellini: «Considerando che la nostra produzione si basa esclusivamente sull’ordinato e guardando allo stato attuale delle prenotazioni - commenta Pierluigi Perbellini, factotum - credo di poter prevedere un ulteriore incremento rispetto allo scorso Natale». Molto bene anche la campagna 2006 di Scarpato, che ha messo a segno un +17,5% a volume. «Si tratta di un risultato dovuto a molteplici fattori - commenta Fabio Fiorini, co-responsabile marketing, ricerca e sviluppo - dall’efficienza della rete distributiva, a cura degli agenti, al catalogo, ancora più aggressivo, senza dimenticare il ruolo dell’export, che in questo momento sta trainando le vendite». Punta sull’estero anche TreMarie (brand dell’azienda GranMilano), che nel 2006 ha registrato performance positive per tutte le principali referenze. «L’obiettivo - fanno sapere dalla direzione marketing GranMilano - oltre a crescere nel mercato italiano, è quello di proseguire il trend positivo di crescita all’estero attraverso l’esplorazione delle potenzialità offerte da nuovi Paesi e il consolidamento del nostro ruolo di marca simbolo della pasticceria made in Italy».
