Più buono e più sano

Pastorizzare la miscela per il gelato non solo è obbligatorio, ma migliora la qualità organolettica del prodotto finito. In più, il pastorizzatore, grazie alle nuove tecnologie, sta diventando, sempre più multifunzionale

Il mercato, oggi, mette a disposizione due tipi di strumenti: i pastorizzatori veri e propri, solitamente disponibili nelle versioni da 60 o 120 litri e i pastorizzatori inseriti nelle macchine combinate. La scelta di uno o dell’altro tipo di attrezzatura dipende dalle esigenze produttive, dai volumi prodotti e dalle preferenze dell’operatore. Le aziende utilizzano diverse tecnologie, più o meno evolute, ciascuna con vantaggi e svantaggi da valutare al momento dell’acquisto della macchina. Grazie alla ricerca, tuttavia, i produttori, riescono a garantire prodotti sempre migliori sia dal punto di vista tecnico, sia della praticità di utilizzo, contestualizzando risparmio energetico e prestazioni.

Generalmente, al di là della soluzione tecnica adottata, è l’elettronica della macchina a fare la differenza, poiché gestisce le modalità di riscaldamento in base alla tecnologia scelta, per esempio attraverso cicli preimpostati. Diverso è il discorso per i pastorizzatori inseriti nelle macchine combinate. Le dimensioni sono decisamente inferiori, solitamente si hanno a disposizione vasche dai 5 ai 20 litri di capacità, ma con il vantaggio di poter pastorizzare (e/o eventualmente cuocere) preparazioni diverse. Solitamente, infatti, con un pastorizzatore tradizionale, è possibile trattare miscele ad alta scorrevolezza (preferibilmente liquide), dato il diametro spesso stretto dei rubinetti, che non consentirebbe la fuoriuscita di prodotti a elevata densità.