Il nuovo volto di Peyrano

Rinvigorita, ringiovanita e dinamica, con un occhio sempre attento ai capisaldi della tradizione: cosè si presenta la nuova gestione del marchio Peyrano, nelle mani i Mariella Maione, giovane imprenditrice di origini napoletane

Dal giugno 2006 Mariella Maione è l’unica proprietaria della rinomata Peyrano di Torino. Un marchio storico che tra una decina d’anni s’appresta a compiere i suoi primi cento anni di storia. Un marchio di cui Mariella, figlia di un industriale napoletano, impiantata da 10 anni nel capoluogo piemontese, è innamorata da quando usava recarsi nel negozio di corso Moncalieri per acquistare cioccolatini, sfusi e in scatola. Il 2002 l’ha vista entrare in società al 51% con i precedenti titolari, Giuseppe e Giulia Peyrano. Dopo tre anni, giunto il momento di trasformarsi in società per azioni, i soci hanno preferito ritirarsi, per cui la Maione è divenuta unica proprietaria dell’azienda, che è entrata a far parte Gruppo Industriale Maione. L’imprenditrice ha prima di tutto accorpato le due realtà, il negozio di Corso Moncalieri e la pasticceria Pfatisch Peyrano di Corso Vittorio Emanuele, dopodichè si è occupata di aggiustare il tiro di una politica aziendale che negli ultimi anni sembrava aver preso la direzione sbagliata. Solo una donna ambiziosa e determinata come Mariella poteva prendere in mano le redini della storica impresa torinese, contando che non basta perseverare nella produzione qualitativa, ma è necessario darsi da fare anche sul piano della comunicazione per continuare a crescere. Oltre alla sua prolifica attività sul fronte dell’innovazione prodotto, così come sul piano delle iniziative di marketing, Mariella Maione dimostra attenzione anche verso tematiche sociali, collaborando con diverse associazioni dedite al miglioramento della vita nei Paesi meno agiati. Oltre che da questo spirito, la verace Maione nutre una vera e propria passione per le aziende di lunga tradizione, come la Peyrano, nella quale ancora riesce a scovare foto e documenti dimenticati in qualche cassetto, oggetti che riesuma ed espone come cimeli nel suo ufficio, a sottolineare il valore di un passato che tiene a preservare e sviluppare nel futuro.