L’arma vincente dei panificatori
Di Marianna Notti - Versione integrale dell'articolo su Dolcesalato 77 (03 2008)

In un contesto di calo dei consumi è necessario riportare l’interesse del consumatore sul pane. I molini aiutano il panificatore non solo con nuovi prodotti, ma con idee di marketing
Il mondo della panificazione artigianale non naviga in acque tranquille.
Una lucida analisi del mercato ci viene da Marco Mori, direttore commerciale di Augiaro&Figna: “Il comparto tradizionale risente già da anni di un progressivo e continuo calo di consumi, in parte fisiologico e in parte dovuto all’ingresso sul mercato della gdo, che si sta accaparrando una crescente fetta di mercato. Le prospettive per il prossimo futuro sono allarmanti: occorre analizzare in profondità la crisi della panificazione cercando possibili soluzioni per risollevare questo segmento di mercato, prossimo a un collasso strutturale”.
Dati alla mano, commenta la situazione anche Stefano Dei Rossi, responsabile area mercato dei Grandi Molini Italiani: “Secondo le rilevazioni Ac Nielsen il mercato delle farine per panificazione è diminuito del 3,3% a valore nella prima parte del 2007, mentre da nostre elaborazioni interne, risulta che nel secondo semestre c’è stato un aumento del 5% a valore, ma con una perdita dell’11% in quantità.
Preoccupata la visione di Fabrizio Poli di Progeo Molini: “Il settore molitorio è attraversato da anni da inquietudini destinate ad accentuarsi in futuro, per l’alto costo delle materia prime, ma anche per altri fattori, non meno importanti, quali l’elevata età media degli addetti, la modesta dimensione della maggior parte delle unità produttive, il basso sfruttamento delle potenzialità installate, le difficoltà sempre maggiori a esportare, il calo dei consumi interni, le marginalità ridotte dall’aumento dei costi e la difficoltà di trasferire tali costi sul prezzo della farina”.
Secondo Luigi Dallagiovanna, socio dell’omonimo Mulino, il 2007 sarà ricordato come l’anno del caro prezzi del pane “la farina, ora, non può più essere considerata ingrediente povero dell’impasto, ma, se per la quota pasticceria il consumatore è disposto a pagare di più, non è accaduto lo stesso per il prodotto da forno, sempre più spesso acquistato in gdo”.
L’industria molitoria si trova nella necessità di uscire dalla spirale del “prezzo a tutti i costi” che, sempre più, sta diventando una condizione indispensabile alla vendita. “In questo contesto - suggerisce Marco Mori - i molini devono sì offrire una gamma completa e profonda, ma soprattutto continuità di prodotto, assistenza tecnica ove necessario e servizio. In altri termini, una politica di customer care a tutto tondo”.
Perfettamente in linea con questo pensiero la strategia adottata da Molino Quaglia. “La panificazione artigianale - spiega l’amministratore delegato del molino, Chiara Quaglia - oggi più che mai sta vivendo una consapevolezza di inadeguatezza. Il panettiere si trova ad affrontare problematiche legate non più solo alla qualità del prodotto, ma sempre più spesso causate da fattori esterni. Molino Quaglia osserva da anni questa realtà e l’offerta al mondo della panificazione tiene in adeguata considerazione tutti gli aspetti che contribuiscono a soddisfare le richieste del consumatore”.
