O la Borsa o la vendita
Di Giuseppe Aliverti - Versione integrale dell'articolo su Food 10 (10 2007)

Solo quattro retailer ‘meriterebbero’ il gioiello lombardo. E si riaffaccia l’opzione di piazza Affari
Dal 21 settembre scorso, chi vuol giocare al tiro al bersaglio della vendita di Esselunga può ridurre il campo d’azione: “Non è una questione di prezzo, ma di ‘chi’ può comprare Esselunga. Al mondo ci sono solo tre o quattro retailer che potrebbero rilevarla senza tradirne la filosofia d’impresa. E senza abbassarne gli standard di qualità, servizio, ambienti ed efficienza. Altrimenti, l’altra strada praticabile è quella di quotarsi in Borsa. Ma non abbiamo ancora fatto alcun passo in tale direzione”. Parola di Bernardo Caprotti, presidente di Gruppo Supermarkets Italiani, che per presentare il suo libro “Falce e carrello”, ha indetto la prima conferenza stampa della sua lunga carriera imprenditoriale. Un one-manshow di circa due ore, senza precedenti nella cinquantennale storia della gdo: storia che, del resto, ha preso avvio anche da lui. Nel futuro del gruppo di Limito (Mi) non sarebbero previste né holding
finanziariené fondi di private equity o istituti di credito.
