De Castro: chiarezza a tutti i costi contro il carovita

Il crescente fabbisogno alimentare dell’Asia e un orientamento sempre più liberista dell’Unione europea porteranno a un futuro delle materie prime di grande incertezza. Opportunità o rischio?

Rincari selvaggi, titoli di giornali roboanti, associazioni di consumatori inferocite... l’autunno caldo delle materie prime è ormai cominciato. Gli aumenti che hanno investito i comparti del latte e dei cereali continuano, infatti, a scatenare le ire delle famiglie italiane e le preoccupazioni dei produttori. Food ha chiesto a Paolo De Castro, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali di fare chiarezza su quanto sta succedendo. E di illustrare quali contromisure sono state adottate dall’Unione europea e dal Governo italiano per contenere il fenomeno. “è innegabile - conferma De Castro - che alcuni comparti risentano delle tensioni internazionali, che hanno portato a un incremento notevole del prezzo di queste ultime. Mi riferisco, in particolare, al settore dei cereali e a quello del latte”. Sono quindi giustificati i timori dei consumatori? “Non bisogna - chiarisce De Castro - fare del facile allarmismo. Gli aumenti, infatti, sono largamente assorbiti dalla filiera produttiva e solo in modesta parte si trasferiscono al consumatore. Tant’è vero che non c’è un aumento generalizzato: secondo l’Osservatorio prezzi, il dato dei rincari dei prodotti alimentari italiani in un carrello medio, a settembre, era vicino al tasso d’inflazione, cioè intorno al +2%”.