Maccheroni alla finanza
Di Alfredo Faieta - Versione integrale dell'articolo su Food 11 (11 2007)

È arrivato il tempo delle grandi manovre per alcuni dei maggiori pastifici italiani, che si preparano a riassetti e rafforzamenti. E c’è chi guarda a Piazza Affari
In un anno di surriscaldamento dei prezzi delle materie prime alimentari - grano in testa - lo sciopero della pasta ha trovato una sua collocazione nella penisola degli spaghetti, com’è successo lo scorso 13 settembre. Lo scenario macroeconomico delle soft commodity è in fermento, e c’è chi è pronto a giurare che i rialzi non sono ancora finiti. Ma anche l’orizzonte di alcune delle maggiori aziende del settore della pasta è in movimento. è possibile che non vi sia alcuna concatenazione di eventi: eppure, è singolare che negli ultimi mesi, contemporaneamente, alcune imprese di primo piano abbiano affrontato - o si stiano preparando ad affrontare in un futuro prossimo - operazioni straordinarie che incideranno sul capitale. Tra questi, c’è anche il pastificio Rummo di Benevento. Cosimo Rummo ha acquisito dal cugino Mario, con cui condivideva la proprietà della società, il 50% delle quote, riunendole per pianificare meglio il ricambio generazionale. Anche Pasta Zara, che all’estero sviluppa il 90% del fatturato, è tra coloro che hanno razionalizzato la struttura di gruppo.
