Se i sussidi agricoli producono disastri

Per il politologo americano Edward Luttwak, la corsa ai biofuel ha la conseguenza di deformare gli equilibri del libero mercato

Controllate il petrolio e controllerete le nazioni, controllate il cibo e controllerete i popoli”. La massima dell’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger è più che mai attuale. Con il greggio al prezzo record di 89 dollari al barile, si sono accesi i riflettori dei media sulla ricerca di energie rinnovabili ricavate dal mais o dalla canna da zucchero. Ma la scelta dell’amministrazione Bush di abbracciare in modo convinto la produzione di biofuel, sovvenzionando le coltivazioni destinate a biocombustibili, rischia di generare una competizione tra automobili e persone. Una questione capitale non solo a livello economico e ambientale, ma che ha conseguenze rilevanti anche sul piano della politica internazionale. Per inquadrare un tema così nevralgico e scottante, Food ha raccolto in esclusiva l’opinione del celebre politologo Edward N. Luttwak, senior fellow del Center for strategic and international studies, presente lo scorso ottobre al Sas Forum di Milano.