Se i sussidi agricoli producono disastri
Di Emanuela Taverna - Versione integrale dell'articolo su Food 11 (11 2007)

Per il politologo americano Edward Luttwak, la corsa ai biofuel ha la conseguenza di deformare gli equilibri del libero mercato
Controllate il petrolio e controllerete le nazioni, controllate il cibo e controllerete i popoli”. La massima dell’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger è più che mai attuale. Con il greggio al prezzo record di 89 dollari al barile, si sono accesi i riflettori dei media sulla ricerca di energie rinnovabili ricavate dal mais o dalla canna da zucchero. Ma la scelta dell’amministrazione Bush di abbracciare in modo convinto la produzione di biofuel, sovvenzionando le coltivazioni destinate a biocombustibili, rischia di generare una competizione tra automobili e persone. Una questione capitale non solo a livello economico e ambientale, ma che ha conseguenze rilevanti anche sul piano della politica internazionale. Per inquadrare un tema così nevralgico e scottante, Food ha raccolto in esclusiva l’opinione del celebre politologo Edward N. Luttwak, senior fellow del Center for strategic and international studies, presente lo scorso ottobre al Sas Forum di Milano.
