Tendenze: ancora tempi duri per i salumi

Dopo anni di stasi, i consumi interni e l’export danno ossigeno alle vendite, ma i margini continuano a diminuire e la crisi si fa strutturale

Il sistema agroalimentare italiano appare in preda a una crisi strutturale di competitività. Tra i prezzi delle materie prime saliti alle stelle e le pretese ineludibili della grande distribuzione, anche le imprese produttrici della salumeria nazionale, soprattutto quelle medio-piccole, temono per la loro stessa sopravvivenza. Il primo passo da compiere per superare l’impasse è riuscire a riequilibrare i rapporti di forza tra industria e distribuzione, un impegno che risulta peraltro all’ordine del giorno dell’agenda del ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. Ciò detto, la tensione tra le parti resta alta anche perché in molti comparti del food system i margini dell’industria sono ancora ridotti all’osso. Morale: le aziende che riescono a prosperare devono ringraziare solo le proprie capacità individuali. E la gdo, in un certo senso, non smentisce questo status quo. Se in molti comparti del food & beverage, dominati dalle grandi corporation, il trade arriva a considerarsi addirittura l’anello debole della contrattazione, nel caso specifico dei salumi gli operatori del mondo distributivo ammettono di poter esercitare un potere maggiore, in virtù di un’elevata frammentazione produttiva.