Bonino: fate largo al made in Italy
Di Emanuela Taverna - Versione integrale dell'articolo su Food 12 (12 2007)

Lo scorso febbraio, la missione italiana in India ha avviato una serie di collaborazioni nell’ambito della trasformazione, in particolare nel West Bengal
Se il 2006 è stato l’anno della Cina, nel 2007 l’attenzione del Governo italiano si è decisamente spostata verso l’India. Il passo più evidente è la missione tenutasi dall’11 al 14 febbraio scorsi, che ha visto il primo ministro Romano Prodi alla testa di una serie d’imprese italiane interessate a intraprendere o a potenziare i propri rapporti commerciali con il subcontinente. Food ha chiesto Emma Bonino, ministro per il Commercio estero, quali opportunità può offrire questo grande mercato emergente agli operatori del comparto agroalimentare italiano.
“L’India - commenta Bonino - ha bisogno di rilanciare la sua agricoltura: in questo campo abbiamo la tradizione e l’esperienza per fornire tecnologie e conoscenze di ottimo livello, dando un significativo contributo ai programmi di modernizzazione che il governo indiano ha avviato, soprattutto per la catena del freddo. Tanto per fare un esempio, oggi i produttori indiani vendono solo frutta e verdura fresche, oppure riso appena raccolto, perché non sanno come conservarli. Nei settori del confezionamento e della trasformazione possiamo dare un significativo contributo ai programmi di modernizzazione che il Governo indiano ha avviato, soprattutto per la catena del freddo. è inutile negarlo: c’è molto spazio per il made in Italy”.
