Passaporto per Mumbai

La società di consulenza Bain & Co. illustra le potenzialità dell’Indian retail. Il quadro è chiaro: con tutte le catene internazionali alle porte, chi vuole giocare la propria partita nel mercato indiano deve muoversi adesso

Italiani, muovetevi ora. Sembra questo il monito di Bain & Co. a retailer e produttori che vogliano affacciarsi sul mercato indiano. I prossimi cinque anni, infatti, saranno decisivi per la diffusione in India di una rete distributiva capillare e modernamente organizzata. Per chi voglia essere della partita, è dunque il momento di farsi avanti per essere in prima linea non appena la legislazione commerciale inizierà ad allargare le maglie. Attualmente, in effetti, l’accesso ai retailer internazionali è concesso solo a condizioni molto restrittive: possono avere capitale straniero solo le catene monomarca e l’ingrosso. Per le superfici multibrand - i comuni supermercati e ipermercati -, il 100% del capitale dev’essere di proprietà indiana, a meno che non si tratti di formule monobrand (nel qual caso si può arrivare al 51% di proprietà. “Le restrizioni legislative - spiega Andrea Petronio, partner di Bain & Co. - imposte negli anni Novanta e reiterate nel 2005 spiegano l’assenza quasi totale di insegne straniere in India. Siamo in una situazione analoga a quella della Cina di cinque anni fa: ma l’esperienza insegna che la situazione è destinata a cambiare nel medio termine. Tutti gli osservatori, infatti, prevedono la completa apertura del mercato entro il 2010”.