No export, no business

In esclusiva, il rapporto 2006 dell’Ufficio studi di Mediobanca sulle principali società alimentari italiane

La mancanza di reattività dell’industria alimentare balza agli occhi dall’ultima edizione del Rapporto 2007 sulle principali società italiane elaborato dall’Ufficio studi Mediobanca, e relativo ai bilanci del 2006 di 2.015 società grandi e medie. Dal quale si evince chiaramente il distacco con cui il settore alimentare ha viaggiato rispetto ad altri comparti tipici del made in Italy manifatturiero. In un anno positivo per la congiuntura interna, con il Pil cresciuto quasi del 2% in termini reali, l’aggregato di società alimentari esaminate da Mediobanca - circa 250 imprese di cui 200 a controllo italiano - ha messo a segno un rialzo dell’1,4% (a prezzi correnti) del fatturato aggregato. Un comparto ‘gregario’ che non ha tenuto testa ad altri campioni nazionali come il siderurgico-metallurgico (+25,6% il giro d’affari totale), il meccanico-elettronico (+11,8%) e i beni per la casa e la persona, che è salito del 7,3 per cento. La ‘ripresina’ italiana non ha lasciato segni nelle varie food valley del nostro Paese, che restano più ingessate anche dei settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale come il tessile-abbigliamento e il calzaturiero.