Tanto valore nella ciotola
Di Marta Bommezzadri - Versione integrale dell'articolo su Food 1 (01 2008)

Il mercato premia i prodotti tagliati su misura e a forte specializzazione nel segmento premium, mentre le private label regnano nella fascia medio-bassa
Oltre 900 milioni di euro. Tanto vale il petfood nel mercato italiano, secondo i dati di Iri aggiornati all’anno terminante a ottobre 2007: una cifra che risulta dalle vendite sviluppate nel modern trade (oltre 630 milioni di euro) sommate a quelle dei negozi specializzati (319 milioni di euro). E, pur con i dovuti distinguo, entrambi i canali non sembrano avere segnato il passo rispetto allo scorso anno.
“Nella gdo - esordisce Paolo Garro, client solution account di Iri - i dati più recenti lasciano intravedere uno scenario in evoluzione soprattutto a valore, dove la crescita si attesta sul 4,2%, mentre il trend a volume si ferma al +0,4%”. Un’istantanea, che è diretta conseguenza di una polarizzazione delle scelte di acquisto: da un lato, gli acquirenti sono disponibili a sostenere un significativo premium price, a fronte di prodotti e marchi in grado di offrire un forte valore aggiunto in termini d’innovazione e servizio. Dall’altro, in mancanza di elementi di differenziazione, l’acquisto si indirizza o sulle private label o sui primi prezzi, magari griffati dalla stessa grande marca leader attraverso i suoi sub-brand.
