2008, odissea nell’agflazione
Di Alfredo Faieta - Versione integrale dell'articolo su Food 2 (02 2008)

Nell’anno dell’inflazione alimentare, Merrill Lynch pronostica la vittoria delle catene value. Per Ing, l’industria di marca riuscirà invece a salvare i margini
Sotto quale stella si apre l’oroscopo della congiuntura mondiale? Nei pronostici dei maggiori analisti economico-finanziari, il 2008 – bisestile – sarà l’anno dell’inflazione. O, meglio, dell’“agflazione”: un neologismo molto poco musicale, che riconduce l’origine del surriscaldamento dei prezzi all’escalation dei costi delle materie prime agricole, le cui quotazioni sono salite in parallelo a quelle del petrolio, motore dello sviluppo dei biocarburanti di origine vegetale. Di per sé, non si tratta certo di un fenomeno nuovo: l’inflazione agricola è ciclicamente esistita, ma nel 2007 l’aumento abnorme dei prezzi delle materie prime ha avuto caratteristiche differenti da quelle già viste. Non è più guidato, cioè, dalla minore o maggiore offerta, ma dalla domanda, in continua espansione per la necessità di soddisfare anche gli appetiti dei Paesi in via di (rapido) sviluppo, cui si aggiunge per l’appunto il biofuel. Quest’anno i prezzi si sgonfieranno? A dispetto degli auspici dell’industria di trasformazione, l’ottimismo sembra abbastanza fuori luogo.
