Eurostrategie a Bruxelles
Di Andrea Sperelli - Versione integrale dell'articolo su Food 5 (05 2008)

L’alleanza a cinque della centrale europea in cui è inserita Conad offre all’industria un’opportunitā in più per semplificare la negoziazione
Meno di dieci uomini per gestire un apparato che rappresenta la terza centrale d’acquisto europea. A due anni dalla nascita, e con una struttura di base decisamente snella, Coopernic prosegue nel suo impegno che - a detta dei vertici della centrale - non si limita alla stipula dei contratti per i suoi cinque associati, Rewe, E.Leclerc, Conad, Coop Suisse e Colruyt. Anzi, come in un gioco superadditivo, il totale delle conoscenze generate dall’alleanza deve essere maggiore della somma delle singole esperienze. “La nostra - dice Gianluigi Ferrari, direttore generale di Coopernic, dopo un’importante esperienza nel gruppo Metro - è un’alleanza strategica nata per massimizzare i propri risultati globali, e non quelli dei singoli.
Non ci fermiamo semplicemente agli acquisti, che restano comunque una parte significativa della nostra azione, ma abbiamo in cantiere progetti sulla qualità delle filiere, sul fair trade, sulle risorse umane. I 200 dirigenti dei cinque gruppi che periodicamente si ritrovano a Bruxelles lavorano su questi progetti comuni, coordinati dal management che, lo sottolineo, è composto da soggetti terzi. Come nel caso dell’acquisizione del distributore lituano Iki Group: un’operazione targata Coopernic che ribadisce il ruolo più alto che ci siamo dati rispetto a una semplice centrale d’acquisto”.
Che cosa offre all’industria di marca quest’alleanza? “Coopernic rappresenta 100 miliardi di euro di fatturato - chiosa Ferrari , come somma del giro d’affari dei propri soci, che hanno un’estesa presenza internazionale e coprono tutti i format della distribuzione”.
