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Un cauto ottimismo
Di Silvia Fornari - Versione integrale dell'articolo su 1 (01 2008)

Sebbene si facciano ancora sentire gli alti costi delle materie prime e la pressione delle importazioni low cost, le imprese italiane realizzano performance positive. E lo dimostrano al Macef, dove presentano le ultime novità
Continua la lenta ma costante progressione dei casalinghi. Sebbene sia un comparto scarsamente monitorato e che si disperde in mille rivoli - dai tradizionali piatti e pentole agli articoli da regalo, dagli utensili per la tavola e la cucina agli accessori per la casa -, i dati raccolti dalle associazioni di categoria e da Macef, il Salone internazionale della casa, dipingono un settore che mostra una leggera ripresa e fa ben sperare per il futuro.
Considerando per esempio il settore dei casalinghi in metallo (posateria, col-telleria, pentolame, caffettiere e vasellame) analizzato da Fiac, l’associazione fabbricanti italiani articoli casalinghi, la produzione 2007 ha realizzato un +1,1% rispetto al 2006, e le previsioni per il 2008 indicano addirittura un +5,6% sul 2007. Buoni anche i dati sull’esportazione (+5,8% sul 2006) e su-gli investimenti (+2,1%), mentre cala l’occupazione (-2,1%).
“Prosegue per il comparto degli articoli casalinghi in metallo - commentano da Fiac, Federazione Anima - la lenta ripresa della domanda che ha interessato sia il mercato interno sia l’export, in particolare Medio Oriente, Russia, Asia che poco risentono dell’andamento del tasso di cambio euro/dollaro. Si è allentata la tensione sui costi delle materie prime registrata nel 2006 pur rimanendo sui livelli alti, a tutto vantaggio dei prodotti di importazione provenienti dal Far East, anche se qualitativamente di basso livello. Su posizioni di cauto ottimismo è atteso il 2008: gli investimenti delle aziende sono finalizzati alla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e all’introduzione di nuove tecnologie”.
