Specialisti drugstore, un format alla riscossa
Di Francesca Zecca - Versione integrale dell'articolo su Non Food 06 (06 2008)

Con un trend di crescita del 14,7%, il canale lancia un importante segnale agli operatori dei settori cura casa e persona. Prossimità e convenienza sono gli asset vincenti di questa formula commerciale
Un format in espansione, la cui ascesa è avvenuta quasi in sordina, in un contesto di mercato stagnante. I drugstore, ovvero i negozi prevalentemente a libero servizio, specializzati nelle categorie home e personal care si impongono per un trend in controtendenza rispetto ai canali classici. Secondo le rilevazioni Iri aggiornate a marzo 2008, il canale ha messo a segno una progressione del 14,7% sia a volume che a valore, a fronte di una crescita molto più esigua di iper e super dove nelle categorie casa e persona rispettivamente si registra un +2,1% e un +3,8 per cento.
“è evidente la crisi dei consumi in ipermercati e supermercati - esordisce Giovanni Santilio, account manager e responsabile del panel specializzati drugstore di Iri - dove se si annulla l’effetto dello sviluppo della rete e dell’inflazione il trend è negativo. La buona performance dei drugstore è confermata anche nel primo trimestre del 2008 e sancisce il forte sviluppo che ha caratterizzato il canale negli ultimi anni”. Il format è nato negli anni ’60, definisce meglio la sua identità negli anni ’80, ma è dal 2000 a oggi che conosce una forte evoluzione, con il raddoppio dei punti vendita. Profondità d’offerta, prossimità e convenienza sono i driver vincenti del concept commerciale, proiettato a divenire sempre di più un riferimento importante per l’industria di settore. E ciò nonostante la penetrazione sul territorio non sia omogenea, ma interessi soltanto alcune aree, dove lo sviluppo è avvenuto grazie alla volontà imprenditoriale di alcuni grossisti che si sono convertiti al dettaglio creando negozi di proprietà e dando vita progressivamente a gruppi strutturati.
Secondo il più recente censimento realizzato da Iri, la rete dal 2006 è cresciuta in unità dell’8% e conta 2.064 punti vendita, appartenenti sia a catene moderne che a indipendenti affiliati ai diversi consorzi attivi. “I drugstore non hanno una localizzazione uniforme in Italia e ciò può rappresentare un punto di debolezza - fa notare Santilio - ma è altresì vero che il potenziale di penetrazione sul territorio è alto. Ogni bacino da 50mila abitanti può rappresentare una piazza interessante. Le singole imprese distributive all’interno del canale dimostrano dinamismo e hanno spazi di crescita significativi”.
