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Il business del fai da te diventa convenience
Di Francesca Zecca - Versione integrale dell'articolo su 9 (09 2008)

L’evoluzione distributiva del bricolage passa attraverso lo sviluppo dei format localizzati nei centri cittadini. Così gli specialisti puntano ad accrescere le quote e lanciano una nuova sfida agli iper
Se l’economia va male, il settore bricolage va bene. La natura anticiclica del mercato è soltanto uno degli aspetti che emergono da un’analisi approfondita del fai da te, in fase di forte evoluzione sia dal punto di vista dei consumi, che della struttura distributiva. L’italiano medio, tradizionalmente poco propenso al do it yourself, dimostra un interesse sempre più spiccato per la casa e la sua manutenzione e si cimenta più che in passato nelle varie attività connesse, avvicinandosi così ai modelli europei. è vero che la spinta arriva dall’esigenza di “risparmiare”, evitando di ricorrere a tecnici o artigiani per la realizzazione di determinate operazioni. Ma è altrettanto evidente che il consumatore è stimolato da un’offerta commerciale sempre più diffusa sul territorio, attraverso varie tipologe di store format.
Se il canale tradizionale rappresenta ancora la principale fonte di approvvigionamento della categoria, si afferma il forte sviluppo delle superfici moderne, che assorbono circa il 36% del fatturato. L’Osservatorio Non Food di Indicod-Ecr ha censito 1.800 punti vendita, comprendendo le grandi superfici specializzate, che ricoprono una quota del 30%, gli ipermercati, i cash & carry e i mercatoni. Scendendo nel dettaglio dell’offerta distributiva, questa si presenta variegata, con diversi livelli di profondità di assortimento, in funzione del format.
Accanto alle grandi superfici con un assortimento “hard” dedicato prevalentemente a un target di professionisti del settore, si affermano i punti vendita con una metratura fino a circa 1.500 mq, con un’offerta più orientata alla decorazione, al bricolage “leggero”, localizzati in prossimità dei centri cittadini.
È proprio questa la tendenza che Non Food intende analizzare più da vicino attraverso l’inchiesta che segue, visto che dagli stessi operatori è considerata la chiave di sviluppo del settore per i prossimi anni. Un approccio commerciale più vicino alle esigenze di un target allargato e non specialistico può favorire ulteriormente le vendite e incidere sull’espansione del mercato.
