Sutter va a caccia di brand

L’azienda è pronta ad avviare un processo di internazionalizzazione e a potenziare il settore professional

Sutter sostiene l’imprenditoria made in Italy e sfida i colossi stranieri della chimica approvando un piano che prevede il raddoppio del fatturato nel prossimo quinquennio - oggi 70 milioni di euro - e una possibile acquisizione esterna. Il gruppo, in mano alla famiglia Sutter da cinque generazioni, è guidato dal quarantottenne Aldo che, grazie ai suoi pregressi da manager con un Mba all’Insead di Fontainebleau e quattro anni da consulente in Boston Consulting Group a Parigi, ha idee chiare su come gestire lo sviluppo futuro dell’azienda che ha inventato Emulsio, la prima cera liquida.
“Oggi - conferma Aldo Sutter - siamo sempre più specializzati nei prodotti home care per il mercato consumer, che sono il nostro core business e per quelli destinati al settore professional (scuole, alberghi, ospedali e imprese di pulizia, ndr.), che rappresenta un terzo del fatturato e, pur essendo più ricco e tecnologico, è meno interessante per le multinazionali. Abbiamo azzerato il debito e l’obiettivo è arrivare al raddoppio del fatturato entro i prossimi cinque anni e portare a termine un’acquisizione”. Al quadro italiano fanno da sfondo non solo la partnership con Procter & Gamble per lo sviluppo e la distribuzione in esclusiva dei marchi P&G in Italia, Spagna e Portogallo, ma anche l’attività di R&D concentrata a Borghetto Borbera (AL), dove ha sede anche lo stabilimento.

Sutter, inoltre, ha dato alle stampe un libro sui suoi primi cinquant’anni, dalla nascita avvenuta in Svizzera nel 1858 lungo la storia di cinque generazioni che hanno portato l’azienda a essere oggi un polo d’eccellenza per l’innovazione di marketing e di prodotto. ‘Sutter 150 anni di storia, valori e innovazione’ è preceduto dalle prefazioni di Ernesto Illy e Ferruccio de Bortoli.